venerdì 29 maggio 2009

La mara

Nella lettera al Corriere della sera, Carfagna ricorda che "l'Aula di Montecitorio è stata frequentata da personaggi condannati per banda armata e concorso in omicidio, onorevoli che candidamente hanno ammesso di prostituirsi prima di approdare alla Camera, altri che sono stati sorpresi a contrattare per strade prestazioni con transessuali. Ma nessuno - sottolinea - si è mai indignato". Da qui, osserva, il "sospetto" che sia proprio Berlusconi che "indigna, scandalizza, inquieta".

Da http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/09/05_mag/29/noemi_lettera_sfogo_carfagna_798.html

Già... e pensi che perfino il governo è presieduto da un corruttore

giovedì 28 maggio 2009

Pulchra es

Anche il vaticano è d'accordo: fuori le racchie dalla politica.

"La bellezza ha un ruolo scenico, offre un senso di percezione della forma. Anche l'occhio vuole la sua parte. Ciò che crea il guasto culturale - ha spiegato - é che quello sia l'unico elemento o l'elemento decisivo", ha aggiunto il responsabile della pastorale per l'educazione della Cei.

http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/09/05_mag/27/cei_bellezza_candidate_123.html

mercoledì 27 maggio 2009

Ricostruire?

http://miskappa.blogspot.com/2009/05/schiacciati.html

Berla

Così il Financial times su berlusconi: "è quello del potere di media che mina i contenuti seri della politica e li sostituisce con lo spettacolo"
( http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/09/05_mag/27/ftimes_berlusconi_234.html )

Verrebbe da notare che qualcuno l'aveva già detto fin dal 1988 (Guy Debord - Commentari a "la società dello spettacolo"): in realtà denunciava l'oppressività di un'intero sistema sociale finalizzato alla produzione, di cui Berlusconi non è che l'ultimo (almeno finora) tassello e del quale probabilmente fa parte lo stesso Financial Times.

martedì 26 maggio 2009

E' ora di finirla

Ecchediamine, lo si dica una volta per tutte:

"Una velina è una bella ragazza che può avere anche un cervello e una testa. Generalizzare è sbagliato".

Difatti, è apprezzabile la profondità di pensiero e la capacità di discernimento:

"Ma in televisione ci sono letterine, letteronze, vitamine, schedine. Tutte ragazze che fanno in sostanza il nostro stesso lavoro. Eppure quando si deve definire una ragazza che fa tv, nel bene e nel male, chissà perché, diventa sempre Velina".

(Pregiudizialmente estratto a scopi manipolatori da :
http://spettacoli.tiscali.it/articoli/televisione/09/05/25/costanza_federica_proteste_943.html)

lunedì 25 maggio 2009

Civiltà milanese

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_maggio_19/itinerario_bici_milano-1501370673755.shtml

Debord

berlusconi, fabio fazio, report, campionato di calcio, striscia la notizia, emilio fede, gp di formula 1, tg1, tg2, tg3, ballarò, mi manda rai3, la prova del cuoco, l'talia in diretta, linea verde, melaverde, maurizio costanzo, platinette, cinema, fiction, grillo, referendum, elezioni, legge d'iniziativa popolare ... aveva ragione a parlare di "spettacolare integrato"?

venerdì 15 maggio 2009

La vita è un ruota?

Una volta, quando vedevo i filmati storici di Mussolini, non riuscivo a capacitarmi di come la gente avesse fatto a prenderlo sul serio.
Non oso immaginare cosa penseranno di noi quando, tra cinquant'anni qualcuno vedrà i filmati storici di Berlusconi.

Luigi Riccardi

http://www.fiab.info/download/concertopergigi09.pdf

giovedì 14 maggio 2009

E il premier disse

"Siamo assolutamente in linea con la legislazione internazionale"

S.....o

http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/09/05_mag/14/intervista_hein_cir_immigrazione_123.html

lunedì 11 maggio 2009

Città ciclabile a costo zero

di Rotafixa
( http://www.ciclistica.it/post/2009/05/11/meno-19#comment-184942 )

Quando parlo con gli altri sul perché vado in giro in bici e perché non ci vanno loro, trovo essenzialmente due argomenti che li tengono lontani dalla scelta della bicicletta come mezzo quotidiano di trasporto: la paura e la fatica.

La fatica è un argomento facilmente superabile, aprendo una discussione e dimostrando, anche con il proprio esempio, che nessuno nasce allenato e che l'abitudine abbassa di molto la soglia della fatica.

La paura è l'argomento davvero insormontabile, ultimativo. Non è possibile convincere una persona che ha paura a fare le cose di cui ha paura.

So che le nostre strade sono terrificanti, e che gli italiani in macchina si trasformano in bestie mannare con addosso l'armatura.

Da qui nasce il più grande equivoco possibile, quando si parla di mobilità urbana in bicicletta. Una sorta di corto circuito logico, che in estrema sintesi si può enunciare così: "la bicicletta è pericolosa".

Ora vi svelerò uno dei segreti meglio custoditi al mondo: ad essere pericolosa non è la bici ma la macchina per la bici (e i pedoni, e un po' tutti gli utenti leggeri).

Questa enorme rimozione collettiva, che da quando sono in vita non smette di sbalordirmi, porta ad un altro equivoco: quello della inevitabilità di infrastrutture per la mobilità ciclistica.

Invece sostengo che non abbiamo bisogno di alcuna infrastruttura. Magari se ne dispiaceranno istituzioni comunali e aziende di costruzioni ad esse collegate, ma ciò che intendiamo proporre è una rivoluzione infrastrutturale a costo zero: il rispetto dei limiti di velocità previsti per l'ambito urbano.
I 50 km/h, previsti dal codice della strada, sono già per loro natura sufficienti - e necessari - per rendere le nostre strade, come per incanto, piste ciclabili.
Naturalmente, come sapete tutti, nessuno rispetta questo limite -per non parlare di quello dei 30 km/h previsto in alcune zone particolari, per esempio Monti, dove vivo-, soprattutto quando le strade sono libere. L'unico modo di ottenere il rispetto di questo limite, fino ad oggi, è la congestione della strada causata dalle stesse macchine che non appena possono accelerano fino al limite consentito dall'ostacolo successivo. O dall'eventuale presenza di vigili o polizia per strada, che però come vediamo non fa affatto il proprio dovere, ignorando le più plateali infrazioni, parcheggio illegale e mancato rispetto delle strisce pedonali compresi.

Ciò non è accettabile. Ed è particolarmente irritante sapere che questa elementare regola, direi anche di civiltà umanistica, viene disattesa non solo da tutti, ma anche in un paese che almeno a parole pretende il rispetto delle regole e la tutela della propria sicurezza, personale e collettiva.

Non c'è alcun bisogno di piste ciclabili, ci sono già e si chiamano strade. Basta solo pretendere il rispetto dei limiti di velocità e, come corollario, il rispetto delle regole di sosta: ad esempio la sosta in doppia fila deve essere cancellata dalle nostre abitudini.

Infine, la seconda gamba della rivoluzione ciclabile a costo zero: l'intermodalità. Occorre consentire, ad ogni ora del giorno e per tutto il servizio, l'ingresso delle biciclette nelle metropolitane. Non occorrono infrastrutture nelle stazioni (ad esempio scivoli e quant'altro) perché la bici pesa poco e la puoi portare a spalla o comunque a mano. Non esistono problemi di responsabilità civile da parte del gestore dell'infrastruttura, perché il codice civile già prevede la responsabilità per danni. Se qualcuno provoca un danno a persone o cose entrando con la bici in metro lo pagherà, è già previsto dalla legge. E, come nelle zone pedonali, il regolamento della metropolitana può prevedere che l'ingresso nei vagoni sia libero tranne nei casi di congestione, che ognuno è tenuto a valutare secondo il principio del buon senso (nel codice "la responsabilità del buon padre di famiglia", istituto che ci arriva intatto dai tempi del diritto romano ed è ancora in vigore).

Possiamo trasformare le nostre città senza spendere un euro. Ciò che serve è la volontà di singoli, collettività e istituzioni a far rispettare poche e già previste regole.

venerdì 8 maggio 2009

Razzisti

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/05/07/tram_riservati_milanesi_123.html

se lo fanno spezzo la mia tessera atm e i pezzi li spedisco a quel deficiente che l'ha proposto.

mercoledì 6 maggio 2009

Una volta per tutte

Ma chi se ne fotte delle storie coniugali di silvio berlusconi!!!

martedì 5 maggio 2009

Roma, 29-30-31 maggio 2009

Ogni giorno assistiamo impotenti al peggioramento della qualità della nostra vita dovuto al degrado ambientale e sociale, alla crisi economica. L’industria culturale e l’immaginario sociale ci impongono automobili sempre più grandi e veloci che insanguinano le nostre strade, inquinano le nostre relazioni sociali e la nostra aria.

Critical Mass rivendica le strade delle nostre città e l'utilizzo quotidiano della bicicletta, realizza dal basso la libertà urbana negata: la strada sicura e silenziosa per camminare, pensare, parlare, incontrarsi; quella strada dove tutti possono suonare con il loro campanello la melodia di una città salutare e vivibile.

Critical Mass non è una manifestazione, è la coniugazione positiva di disobbedienza civile e festa in un percorso di critica radicale al modello di sviluppo capitalistico che parte da un'azione diretta quotidiana: pedalare per sovvertire la logica del capitale.

Il cambiamento sei tu, pedala contro la crisi!

http://ciemmona.org/2009/

lunedì 4 maggio 2009

emergenza pandemia!!!!

Bilancio tragico per i pochi giorni di festa del ponte del 1°maggio dello scorso anno, in italia ci furono ben 1273 casi, con 40 morti e 1112 feriti. Gli incidenti stradali continuano a mietere vittime.
( http://news.excite.it/cronaca/539216/Incidenti-40-morti-nel-Ponte )
Per cambiar discorso, leggevo che dell'influenza dovuta al virus H1N1 in oltre una settimana, in tutto il mondo ci sono stati 985 casi di contagio con al massimo 26 morti.