martedì 23 giugno 2009

Ora basta!!

Ammettiamolo: anche la bicicletta è un'arma. Si è vero, non è devastante come un'auto, ma i suoi danni li fa. Che succede, perchè lo dico? In questi ultimi mesi, per motivi diversi a Milano è evidentemente aumentato il numero di persone che ogni giorno usano (per scelta o per costrizione, ma ciò non importa) una bicicletta per i propri spostamenti: spesso la propria, ma tante volte anche quella del bike sharing. Bene. Intendiamoci, a usar la bici siamo sempre una esigua minoranza rispetto al numero enorme di automobili circolanti, ma è già "qualcosa" e forse si potrebbe cominciare a sognare le strade milanesi invase da ciclisti e col tempo sempre meno auto... errore!!! le biciclette in circolazione aumentano, è vero, ma non sulla strada, no. Sui marciapiedi. Sempre più spesso camminando capita di dover lasciare il passo a qualche prepotente che sta zigzagando tra i passanti, o rischiare l'investimento uscendo da un cancello, o subire lo sprint di un novello "Cipollini" che ti vuole anticipare in una strettoia e altre amenità del genere. No signori. Così non va: si sta ripresentando esattamente lo stesso rapporto di forze che subiamo tutti i giorni tra auto e bicicletta. Se qualcuno pensa che in sella ad una bicicletta l'essere umano riscopre il automaticamente rispetto e la concordia, si sbaglia: è solo una questione di uso e la bicicletta altro non è che un mezzo. C'è poi un altro aspetto che mi sta molto più a cuore: usare il marciapiede equivale a dire che la bicicletta è un'alternativa all'andare a piedi, mentre la strada deve essere riservata ai mezzi a motore. Anni fa, quando ancora capitava che a Milano bloccassero il traffico per inquinamento, di fronte a un'auto parcheggiata sul marciapiede si potevano vedere persone che si ammassavano nel corridoio rimasto, pur di non scendere nella strada rimasta deserta. Riprendo la frase di un presidente: "A questo gioco al massacro non ci sto", ci perderemo tutti. Pedalare sui marciapiedi è una violenza, contro i pedoni e contro chi, nonostante tutto continua a considerare la strada come sede naturale per questo nostro bellissimo mezzo.

3 commenti:

ett ha detto...

Esiste il codice della strada. Se le auto avessero un andamento adeguato si potrebbe condividere la strada in sicurezza, rispettandosi. Nella realtà diventiamo prepotenti, sono sempre gli altri che hanno torto. Siamo prepotenti quando siamo a piedi, sulle strisce pedonali, quando siamo in bici sul marciapiede, quando, in auto, potremmo dare la precedenza a qualcuno ma sfrecciamo a velocità superiori a quelle consentite. Le prepotenze non vanno mai bene.

Papà Volontario ha detto...

Hai ragione. E che dire delle massaie che passano con il rosso? Proprio qui in via Valtellina, con il rosso scavallando le auto ferme.

frank ha detto...

di via valtellina non so, però capita che su un marciapiede di via lorenteggio vedi un ragazzo già grande frenare a trenta centimetri da una bambina per poi gridar via via! e ribattere a tutte le proteste che altri gli rivolgono; oppure mentre esci da un negozio della stessa via rischi di venir travolto da uno che passa tranquillo in bici; o ancora su un marciapiede stretto in melchiorre gioia qualcuno ti arriva di fronte scampanellando perchè ti devi spostare e dargli la precedenza; o sulla forze armate trovi quello che per farsi vedere più veloce e superarti salta su e giù dal marciapiede... se poi metti che molte volte quando vedi pedalare sul marciapiede in strada c'è poco traffico... da quarant'anni uso la bici in questa città, e sul marciapiede ci andavo da piccolo perchè mi ci obbligava mia madre. da quando sono sceso in strada non ci sono più risalito. e sono ancora vivo.